




LA CANTINA
Arrivando presso l’Abbazia Castel d’ Alfiolo si percepisce sin da lontano quanta storia ci sia dietro le sue mura, la stessa storia ed unicità che ritroviamo nei vigneti, composti da vitigni di origine piemontese portati qui dai proprietari di fine ‘800, che arrivarono a Gubbio rivoluzionando il gusto ed i metodi di vinificazione del posto.
Negli anni successivi, nonostante la tenuta abbia avuto diversi proprietari, i vigneti vennero conservati ed è proprio la loro grande varietà e longevità che regalano ai nostri vini quella sensazione unica al palato che nonostante quel tocco di modernità non abbandona la storia, ma la conserva e tramanda…
Siamo partiti da un importante ristrutturazione di alcuni vecchi locali dell’Abbazia per dar vita alla nostra cantina, una moderna cantina di vinificazione con serbatoi in acciaio. La parte destinata all’invecchiamento è situata nella cantina storica dell’Abbazia, conservata e valorizzata da nuove botti e tonneau in rovere francese.
La nostra missione? Ovviamente è quella di suscitare emozioni attraverso un viaggio sensoriale chiamato gusto!
L’ABBAZIA
Documentata già nei primi anni del XIII secolo, l’Abbazia benedettina di Santa Maria d’Alfiolo fu centro religioso di notevole importanza anche per la storia di Gubbio. Nel 1300, per esempio, si ritrovarono nei pressi dell’abbazia coloro che parteggiavano per il partito guelfo e che di lì a poco avrebbero sconfitto per sempre i ghibellini che avevano occupato Gubbio.
L’Abbazia, composta da diverse “fabbriche”, come era in uso all’ordine di San Benedetto, fu comproprietaria anche dell’importante castello di Branca. In particolari momenti storici, soprattutto a cavallo del 1400, fu munita di un corpo di guardia di milizie eugubine. Venuta meno la funzione religiosa per l’esiguità dei frati che la abitavano, l’Abbazia fu acquisita alla Mensa Vescovile attorno alla metà del XV secolo. I vescovi di Gubbio ne fecero la loro residenza estiva e di rappresentanza.
Federico Fregoso, figura molto importante che lasciò vari segni nell’Abbazia, nacque a Genova e crebbe alla corte di Urbino in quanto nipote diretto di Federico da Montefeltro. Ecclesiastico dai contatti profondi sia con i letterati del tempo che con l’Imperatore e il Papato, grande esperto di lingue e testi sacri con doti politiche e militari. Rivestì varie cariche, da quella di ambasciatore di Genova a quella di cardinale e vescovo di Gubbio dove morì nel 1541. Negli anni Trenta di Cinquecento, per sua volontà, l’Abbazia fu radicalmente trasformata nella struttura che ancora oggi si conserva e dove il successore, vescovo Alessandro Sperelli, sistemò al suo interno parte della sua celebre libreria.
Dopo il 1860 tutta la tenuta di Santa Maria d’Alfiolo, che si estendeva su una superficie di circa 1.000 ettari, fu incamerata dallo Stato che la vendette poi ai signori Degola e Ricci di Genova. Successivamente passò all’Opera Nazionale Combattenti, alla Società Immobiliare Fondi Rustici, alla S.A.I.M e, dal 1948 al 2007, alla famiglia Salvati. Dal Maggio 2007 l’intera tenuta è di proprietà della famiglia Vannucci.
Oggi è la società Castel d’Alfiolo a prendersi cura di questa grandissima tenuta composta dall’Abbazia, diversi casali, un lago di quasi 4 ettari e i terreni, circa 630 ettari, suddivisi tra seminativo, pascolo, bosco, vigneto ed uliveto.



